Sicilia, un tavolo permanente per i diritti di disabili e non autosufficienti

Sette associazioni firmano un protocollo d'intesa: "Ad oggi le aspettative delle persone con bisogni sono interamente deluse e la situazione si aggrava di giorno in giorno"

PALERMO - Per contrastare lo smantellamento del sistema di welfare in Sicilia e per tutelare i diritti delle persone disabili, non autosufficienti e fragili, e quindi per garantire i diritti umani, sette organizzazioni che si occupano di assistenza sociale hanno firmato un protocollo d'intesa, presentato a Villa Niscemi, che prevede tra l'altro di dar vita ad un tavolo permanente di confronto e verifica, con sessioni di lavoro periodiche e il coinvolgimento, ai diversi livelli, regionale e locale. Questo tavolo vuole aprire una fase di confronto positiva, che manca da troppo tempo, con la politica e le istituzioni regionali per portare idee, proposte, progetti che servono a superare lo stallo che si registra attualmente e proporre azioni positive per garantire l'esigibilità dei diritti dei cittadini con più bisogni.

Erano presenti il presidente di FederSanità Anci Sicilia, Paolo Amenta, Salvatore Crispi (Coordinamento per i diritti delle persone con disabilità nella Regione Siciliana, Pippo Greco (Cittadinanzattiva Sicilia), Dino Barbarossa (Federsolidarietà Confcooperative Sicilia), Angela Peruca (Legacoop sociali Sicilia), don Mario Golesano (Parlamento Sociale Regione Sicilia), Carmelo Di Stefano (Società italiana cure domiciliari) e Rosario Fiolo (Associazione italiana Fisioterapisti Sicilia).

"Constatati i punti di criticità nell'ambito della disabilità, non autosufficienza e fragilità e verificate le continue carenze strutturali e della qualità, non sempre adeguata delle prestazioni offerte, che si registrano in Sicilia - scrivono le organizzazioni sociali nel documento - vogliamo riaffermare il valore unico e irripetibile della persona umana e quindi assicurare la garanzia dei diritti umani per le persone con disabilità e fragili. Serve il contributo di tutti per superare il grave momento di crisi e per contrastare lo smantellamento del sistema di Welfare in Sicilia, a tutela degli interessi delle persone più deboli. Ad oggi - scrivono le sette organizzazioni del no profit - le aspettative delle persone con bisogni sono interamente deluse, la situazione si aggrava di giorno in giorno e la distanza tra la politica e queste persone e le organizzazioni che difendono questi diritti negati è sempre maggiore".

"E' necessario impostare una reale programmazione, che consenta l'applicazione delle normative esistenti, stimolare l'esecutività del piano triennale di interventi a favore delle persone con disabilità e l'effettiva pianificazione nel territorio delle cure domiciliari e di tutti gli interventi in favore delle persone con disabilità, non autosufficienti, fragili e rendere omogenei e funzionali i servizi e gli interventi nella nostra Isola", denunciano le sette organizzazioni, che hanno fra gli obiettivi la volontà comune di individuare le questioni di maggiore problematicità e di strutturare insieme i percorsi per superarle.

Tra i 20 obiettivi specifici che impegnano reciprocamente le organizzazioni: prevedere i percorsi puntuali per l'integrazione socio-sanitaria, puntando sulla compartecipazione vincolante a programmi e risorse dei due rami dell'amministrazione regionale, assessorato alla sanità e assessorato alla Famiglia per tutti quei servizi che abbiano il carattere dell'integrazione e rafforzarne la rete sul territorio; costruire un sistema di gestione della rete dei servizi in questi ambiti che abbia la capacità di orientare, secondo i criteri dell'appropriatezza, le richieste dei cittadini verso la risposta ottimale o comunque più appropriata e che sia contemporaneamente in grado di monitorare la situazione e modificare le scelte operative; centralità del tema dell' "accesso al sistema integrato dei servizi", istituendo gli Sportelli unici di accesso socio-sanitari, laddove, però, tali sportelli non si limitino ad un'attività meramente segretariale, bensì siano in grado di fornire risposte efficaci e introdurre il cittadino all'interno del "sistema integrato". Ciò vuol dire che, accanto e oltre agli sportelli vanno istituite le équipe integrate che elaborano i progetti individualizzati per il cittadino e il suo nucleo familiare, interagendo poi con i centri di offerta pubblici e privati, appositamente accreditati; educare alla responsabilità civile, alla democrazia e alla legalità investendo, a partire dalle scuole, nella formazione ai diritti umani imperniata sulla Costituzione italiana, la Dichiarazione dei Diritti Umani dell'Onu e la Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE; invertire la "rotta" dei "tagli" alla spesa sociale, che mettono a rischio l'erogazione di servizi essenziali per la cittadinanza, e riproporre il "fondo unico e vincolato per la spesa sociale". (Serena Termini)

Fonte: www.superabile.it