Cieca per colpa dei medici. Il tribunale condanna oculista e ospedale

Succede a Palermo dove i giudici hanno stabilito risarcimento record di un milione e seicento euro. Con una diagnosi corretta la bimba avrebbe avuto il 50% di guarigione. Ma i controlli preventivi non ci sono stati

PALERMO - La bambina era nata prematura e, secondo il tribunale civile che ha condannato anche l'Arnas Civico di Palermo, non fu sottoposta a controlli preventivi accurati da parte del personale medico. La decisione è avvenuta da parte della prima sezione del tribunale civile che ha condannato un medico, insieme all'Arnas Civico, a un risarcimento di un milione e seicentomila euro. La somma dovrà essere corrisposta ai genitori, seguiti nel processo civile dall'avvocato Loris Mantia e in quello penale da Marcello Consiglio.
La bambina, che oggi ha 11 anni, era nata prematura alla trentunesima settimana. Proprio per questo avrebbe avuto bisogno di un controllo oculistico molto specifico ed accurato, ma invece furono fatte solo due visite e lo specialista non rilevò alcuna anomalia. Un anno dopo purtroppo la piccola è stata colpita da una brutta malattia della retina che la resa cieca. La responsabilità dell'oculista è stata quella di non avere diagnosticato in tempo la malattia. L'oculista e l'ospedale dovranno pagare 800 mila euro alla bambina, . La stessa somma dovrà essere risarcita ai genitori per un totale di un milione e seicento mila euro.
L'oculista ha subìto un processo penale: in primo grado è stato assolto, in appello la corte ha ritenuto invece la sua responsabilità, ma la prescrizione gli ha evitato la condanna. Ora, il tribunale civile ha condannato il medico a un maxirisarcimento firmato dal giudice Giulia Spadaro. I consulenti nominati dal giudice sostengono che una diagnosi corretta, fatta per tempo, avrebbe potuto dare alla bambina il 50% della possibilità di guarigione. "Nessuna cifra potrà mai restituire alla bambina ciò che ha perso - ha riferito l'avvocato Loris Mantia -.Non è stato certo per il risarcimento che i genitori si sono rivolti alla magistratura ma per ottenere giustizia". (set) 

(12 gennaio 2012)

Fonte: www.superabile.it