Invalidità, Anmic: "L'Inps ci dica quanto si è speso per le verifiche"

La replica del presidente Pagano all'articolo del Corsera sulle revoche: "Confortante che non si parli più di falsi invalidi, ma il risparmio è stato minimo"

ROMA - ''Affianco ai dati sulle revoche delle pensioni di invalidità, l'Inps ci dica anche quanto sono costate fino ad oggi le operazioni di verifica e quanto si è risparmiato realmente". Così Giovanni Pagano, presidente Anmic, Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, replica all'approfondimento sulle pensioni di invalidità pubblicato oggi dal Corriere della Sera con l'intervista del presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua. Secondo i dati riportati dal quotidiano di via Solferino, le verifiche sulle prestazioni d'invalidità del 2011 hanno portato alla revoca di oltre 34 mila prestazioni su 122 mila visite effettuate. Revoche che hanno riguardato sia la pensione (per invalidità superiore al 74%), sia l'assegno di accompagnamento per coloro che hanno il 100% di invalidità. Un'operazione che complessivamente ha portato, secondo l'Inps al risparmio di circa 180 milioni di euro. Un dato che secondo Pagano va rivalutato al netto di quanto speso per i controlli. "Condivido in gran parte quanto detto da Mastrapasqua - ha affermato Pagano -, però l'intervista sarebbe stata molto più completa se avesse detto anche quanto è costata alle casse dello Stato questa operazione e quanto si è risparmiato. Se posso esprimere un mio giudizio, di risparmio ce n'è stato molto, ma molto poco".
Un dato positivo, ha aggiunto il presidente Anmic, è quello di non aver parlato ancora di "falsi invalidi" nello snocciolare i dati delle revoche. "E' confortante che non parli più di falsi invalidi, ma di riduzione della percentuale di invalidità per cui molti sono stati esclusi dai trattamenti economici". Tuttavia, nonostante il giudizio positivo sulle parole di Mastrapasqua, Pagano non risparmia le critiche, soprattutto quando si parla dei 250 mila controlli che l'Inps dovrà portare a termine entro l'anno. "Mi chiedo dove le andranno a cercare - ha spiegato Pagano -. Se poi vogliono rivisitare le persone che hanno visitato un anno fa, allora sì che si arriva a 250 mila. Si tratta di una cifra esagerata". Tra le lacune evidenziate da Pagano anche la questione dei ricorsi. "Mastrapasqua non ha detto anche un'altra cosa molto importante - ha spiegato Pagano -. Cioè che una percentuale delle persone che sono state escluse hanno il diritto di rivolgersi alla magistratura ordinaria e che questa ha ripristinato diritti per oltre il 50-60% dei ricorrenti".
Nell'articolo del Corriere della Sera, infine, si parla infine della realtà poco conosciuta dell'invalidità che va dal 34% al 73%. "Poco conosciuto a chi non se ne vuole occupare - ha replicato Pagano -. Il 34%, poi, non dovrebbe essere più menzionato perché oggi, per essere considerato invalido civile, la percentuale parte dal 46%. Chi è sotto tale percentuale viene escluso da qualsiasi trattamento e dall'iscrizione all'agenzia del lavoro per un eventuale avviamento. Si è fatto salvo solo il diritto previsto in un'altra normativa per quelli già iscritti al collocamento, ma questa fascia ormai si è esaurita e non esiste più. Bisogna partire dal 46% e da lì si ha diritto all'iscrizione all'agenzia del lavoro se si è disoccupati. Ma considerando la crisi e la disoccupazione che c'è in Italia e che gli invalidi vanno avviati al lavoro in percentuale, se non arriverà il miracolo di una ripresa economica non ci sarà mai la possibilità di inserire nel mondo del lavoro il disabile". 

(15 febbraio 2012) 

Fonte: www.superabile.it