NON AUTOSUFFICENZA A CARICO DELLE FAMIGLIE: FINO A QUANDO PUO' DURARE?

I dati Censis ci riportano l'immagine di un Paese in cui la contrazione del welfare pubblico porta le famiglie italiane a sobbarcarsi di costi sempre maggiori per  sanità e assistenza 

Il 2012 potrà essere a ragione ricordato come un anno in cui il nostro Paese è stato chiamato a grossi sacrifici su più fronti. Tra questi, senz'altro la contrazione che ha interessato il welfare pubblico, nell'ottica di un contenimento dei costi, al fine di rispondere a esigenze di bilancio.

A questo proposito, sono interessanti le considerazioni che si possono fare analizzando i dati emersi dal 46° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Al capitolo su Welfare e Salute, in particolare, ci si trova di fronte a una situazione che, numeri alla mano, fa intravedere una generale tendenza alla sempre minore tutela del cittadino, quanto a prestazioni sanitarie. Cosa che vede gli  italiani costretti a compiere scelte difficili, come quella della previdenza complementare, quando non addirittura alla rinuncia delle prestazioni sanitarie. 

IL WELFARE ITALIANO - Il welfare italiano, da più parti azzoppato, rimane comunque una risorsa irrinunciabile per il nostro Paese, anche in termini occupazionali. Il 71,2% degli intervistati per la ricerca Censis, ha un giudizio complessivamente buono della sanità, considerando che riguardo operatori sanitari diversi dal proprio medico ha scelto di definirli gentili e disponibili. Il voto medio che gli italiani si sentono dunque di dare ai medici di medicina generale è un 7,7. Ma le paure dei cittadini sono legate al sistema di cure, che si sospetta sempre meno capace di rispondere a bisogni che, con l'invecchiamento della popolazione, vanno via via cronicizzandosi.

L'IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA - In questo panorama, la famiglia ricopre come sempre un ruolo fondamentale. In particolare, per quanto riguarda la domiciliarità, il sistema sanitario nazionale non è in grado di coprire le necessità delle fasce più deboli portando obbligatoriamente i nuclei familiari a farsi carico delle mancanze. E' evidente quindi, come questo rappresenti uno sforzo anche economico decisamente rilevante, per le famiglie. Per quanto riguarda le prestazioni assistenziali, si stima in circa 3.000 euro l'anno la spesa media sostenuta dalle famiglie italiane che hanno dovuto,nel 6,6% dei casi, rivolgersi a badanti per poter garantire l'assistenza ai loro congiunti. Dato da non sottovalutare, anche il 6,3% di famiglie che non ha potuto permettersi questa spesa.

GLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI - Dove il nostro sistema nazionale dimostra tutte le sue falle, è probabilmente riguardo la situazione degli anziani non autosufficienti. Secondo i dati raccolti dal Censi nella ricerca  'Le nuove tutele oltre la crisi. Il welfare possibile per giovani, migranti e non autosufficienti', nel nostro paese gli anziani non autosufficienti sono circa il 3,9% della popolazione, quindi circa 2,2 milioni. Anche in questo caso è la famiglia la prima fonte di aiuto, famiglia che denuncia la necessità di potenziare i servizi di assistenza da parte del sistema pubblico. Nel 43,8% dei casi la richiesta è all'aumento dell'assistenza domiciliare, se non un sostegno economico diretto (indicato dal 34,1% degli intervistati). 

QUANTO E' SOSTENIBILE TUTTO QUESTO? - La domanda è dunque legittima: quanto riusciranno ancora a reggere le famiglie italiane? Anche senza bisogno di consultare i dati, è evidente che le risorse a cui le famiglie attingono per far fronte alle spese di assistenza sanitaria, sono quelle derivanti dai risparmi o dalle pensioni. Come ricorda il Censis, a maggior ragione in tempi di crisi economica, e di contrazione dei consumi delle famiglie, anche le possibilità che queste ultime  hanno di supplire alle carenze del sistema pubblico di offerta tendono a ridursi, e di fatto quelle più vulnerabili rischiano di rimanere  prive di protezione per alcuni specifici bisogni.
Non dimentichiamoci che l'età media si sta allungando, portando con sé una ragionevole previsione di aumento di assistenza e contemporanea diminuzione di risorse pensionistiche. Quanto sarà quindi sostenibile ancora questa situazione? 

Fonte: Disabili.com