Polizia, arrivano le Linee guida per gestire le denunce degli anziani

Il progetto europeo Access coordinato dalla Fondazione Santa Lucia ha elaborato linee guida che saranno usate da 14 Paesi Ue: indicano agli operatori delle forze dell'ordine il comportamento ottimale da tenere per poter raccogliere denunce e testimonianze di reati presentate da cittadini anziani. Giannini (La Sapienza): "Rafforzare le indagini e evitare la vittimizzazione secondaria". 

ROMA - Linee Guida che indicano agli operatori delle forze dell'ordine il comportamento ottimale da tenere per poter raccogliere denunce e testimonianze di reati presentate da cittadini anziani. Sono il principale risultato del progetto europeo Access (Against Crime Care for Elders Support and Security) coordinato dalla Fondazione Santa Lucia, che ha coinvolto, oltre a diverse istituzioni italiane, le forze dell'ordine di 14 Paesi dell'Unione Europea (Ue) e le cui conclusioni sono state presentate oggi a Roma. Cofinanziato dall'Ue e dalla Regione Lazio, il progetto Access fa parte del programma "Criminal Justice" adottato con decisione del Consiglio d'Europa n° 2007/126/Jha che ha come obiettivo lo sviluppo di buone prassi in ambito comunitario.
"Sulla base nostra esperienza specifica nella cura di patologie neurologiche e nella riabilitazione degli anziani, abbiamo voluto contribuire a un progetto che aiuti le forze dell'ordine a tutelare queste persone, che più facilmente possono essere aggredite e soggette a frodi", ha affermato Carlo Caltagirone, Direttore Scientifico della Fondazione Santa Lucia introducendo la presentazione dei risultati di Access.
"Abbiamo voluto rispondere alla necessità di definire un modello di azione per interagire con questa tipologia di vittima, che è poi la più soggetta a subire crimini", ha spiegato la coordinatrice del progetto Anna Maria Giannini, ordinario di Psicologia all'Università La Sapienza. "L'obiettivo, afferma Giannini, è fornire strumenti alle forze dell'ordine per comprendere gli anziani che spesso hanno difficoltà nella verbalizzazione della denuncia, sia per evitare la "vittimizzazione secondaria" della persona da parte degli operatori polizia, sia per sostenere questi nelle indagini". "Infatti, spiega ancora Giannini, spesso gli anziani non denunciano per vergogna o per paura di non essere creduti e questo fa aumentare il "numero oscuro" dei reati e delle frodi che non vengono mai scoperti". Capita infatti, secondo la psicologa, che "l'anziano venga percepito come non collaborativo mentre invece non riesce a esprimersi a causa di una patologia". "Tutti i nostri partner anche esteri hanno manifestato interesse a tradurre in corsi di formazione le linee guida che abbiamo elaborato", ha concluso Giannini.
Cecilia Guariglia, referente del progetto per la Fondazione Santa Lucia, ha sottolineato che il progetto è necessario perchè "circa il 30% delle persone sopra i 60 anni soffre di deficit neurogenerativi o conseguenze di ictus cerebrale, oltre ai più lenti tempi di reazione" e ciò "rende ancora più fragili gli anziani". (lj) 

Fonte: Superabile