"Una bici, mille speranze", 25 mila km su 2 ruote per dire che "il diabete non è un limite"

Nuova impresa di Mauro Talini, il ciclista insulino-dipendente, che attraverserà l'America dalla Terra del fuoco all'Alaska in bicicletta per dire a tutti che il "diabete non è un limite" e raccogliere fondi a favore dell'Associazione Padre Kolbe  

BOLOGNA -Venticinquemila chilometri in sella a una bicicletta. È "Una bici mille speranze 2013", la nuova impresa di Mauro Talini, ciclista insulino dipendente dall'età di 11 anni, che attraverserà il continente americano, dalla Terra del fuoco (Argentina) all'Alaska, creando un collegamento tra il Sud e il Nord del mondo. Obiettivo? Dire al mondo che il "diabete non è un limite" e raccogliere fondi a favore dei progetti educativi che l'Associazione internazionale Padre Kolbe promuove in Brasile e in Argentina a favore dei bambini. A chi gli chiede cosa lo spinge a inforcare la bicicletta per percorrere in solitaria una distanza così lunga, lui risponde semplicemente: ""È la mia missione, finché avrò la spinta per partire, partirò. Quando non avrà più senso, sarà il momento di smettere". Non è la prima volta che Talini parte in solitaria in sella alla sua bicicletta. Nel 2001 mosso dalla sua passione per il ciclismo, ha organizzato viaggi in Europa e nel mondo. Dopo aver conosciuto l'associazione Padre Kolbe, ha organizzato la prima edizione di "Una bici mille speranze": oltre 9.000 chilometri attraverso il Sud America, un'impresa che ha permesso di raccogliere 80 mila euro utilizzati per completare la costruzione del Centro sociale Massimiliano Kolbe della "Città della speranza" a Riacho Grande (Brasile).
Mauro Talini partirà il 30 dicembre dall'aeroporto Marconi di Bologna alla volta dell'Argentina. La sua impresa in solitaria partirà da Ushuaia nella Terra del fuoco, il punto di arrivo del viaggio precedente. Anche questa seconda sfida di Talini ha come obiettivo la raccolta fondi in particolare per 3 progetti dell'Associazione Padre Kolbe, uno per ogni tratto di strada che percorrerà sulla sua bicicletta. "Tutti i progetti sono volti alla promozione umana e all'educazione", spiega Marta Graziani, presidente dell'associazione. Il primo riguarda la zona di Tucuman in Argentina, una zona molto povera in cui le missionarie dell'associazione lavorano per aiutare le famiglie e per favorire l'educazione ai bambini. Il secondo intervento, sempre educativo, riguarda il Messico dove una missionaria lavora da alcuni anni in una roulotte. "L'obiettivo - dice Graziani - è, in questo caso, raccogliere fondi che ci permettano di costruire un piccolo centro di formazione". Il terzo progetto riguarda la "Città della speranza", il centro diventato un punto di riferimento per circa 400 bambini e per le loro famiglie. "Puntiamo a offrire a 180 bambini un corso base di informatica", afferma Graziani. (lp) 

Fonte: Superabile