Cooperazione allo sviluppo, l'Italia spinge per i diritti delle persone disabili

Giornata diritti umani. In un seminario alla Farnesina il punto sui progetti di cooperazione: attenzione specifica alle persone disabili nelle situazioni di emergenza e nella scuola. Con l'Italia che durante il semestre di presidenza Ue fa azione di sensibilizzazione

ROMA - La spinta dell'Italia, durante il semestre di presidenza dell'Unione europea, per promuovere i diritti delle persone con disabilità nei progetti della cooperazione allo sviluppo: un impegno che riguarda soprattutto l'aiuto umanitario (con la gestione delle emergenze) e la scuola. Fa passi avanti l'attuazione del Piano di azione sulla Disabilità della Direzione generale Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Esteri, il documento - elaborato in collaborazione con la Rete italiana disabilità e sviluppo (Rids) - incluso all'interno del Programma di azione biennale sulla disabilità del governo italiano: i progressi sono stati esposti nel corso di un seminario che oggi alla Farnesina (in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani) ha affrontato il tema e ha presentato alcune esperienze realizzate al riguardo in giro per il mondo. Con due sottolineature: da un lato l'azione di sensibilizzazione in ambito europeo svolta dal nostro governo perché la questione del rispetto dei diritti delle persone disabili sia tenuta in massima considerazione; dall'altro in ambito Ocse l'azione che l'Italia sta promuovendo per giungere alla definizione di indicatori specifici sulla disabilità, che si affianca all'impegno in sede ONU, volto a garantire un'adeguata attenzione ai diritti delle persone con disabilità nella definizione dei nuovi Obiettivi di sviluppo post 2015.
Nel mondo ci sono un miliardo di persone con disabilità, 8 su 10 vivono nei paesi in via di sviluppo: è dimostrato il forte legame esistente tra povertà e disabilità e si stima che circa il 20% delle invalidità derivi dalla malnutrizione. Dei 93 milioni i bambini con disabilità nel mondo, il 30% non frequenta le scuole. In caso di catastrofi naturali o conflitti, poi, le persone con disabilità corrono i rischi maggiori, e secondo le statistiche presentano un tasso di mortalità da due a quattro volte superiore rispetto alle altre persone. Hanno grande difficoltà ad accedere agli aiuti, cibo, acqua, servizi, cure mediche, strutture di ricovero, piani di evacuazione. Inoltre possono perdere i propri ausili per la mobilità, subire la separazione dalle loro famiglie e da chi li assiste.
Situazione particolarmente grave si registra per le popolazioni rifugiate e sfollate, tra cui si stimano circa 3,5 milioni di persone con disabilità. L'OMS prevede che entro il 2020 i conflitti armati saranno l'ottava causa di disabilità nel mondo.
IN EMERGENZA. Il tema della protezione in situazione di emergenza, a partire da luglio (grazie all'iniziativa italiana nell'ambito del Semestre di presidenza dell'Ue) è stato posto per la prima volta all'attenzione del Gruppo di lavoro del Consiglio sugli aiuti umanitari (COHAFA), con l'intento di avviare un percorso volto all'adozione di un documento comune su obiettivi e misure concrete per assicurare la tutela dei diritti delle persone con disabilità negli interventi umanitari. A tal fine, la Presidenza italiana - fanno sapere dalla Farnesina - ha favorito lo scambio di informazioni e buone pratiche fra gli stati membri e la Commissione e ha predisposto un concept paper, che rileva la necessità di un intervento a livello europeo in materia. La rilevanza del problema - è stato spiegato - è dettata da diverse ragioni: il drammatico impatto dì tali eventi per le persone con disabilità che le rende estremamente vulnerabili, il crescente numero di situazioni di emergenza derivanti da conflitti e catastrofi naturali e, non ultimo, il fatto che l'Unione europea è il primo donatore al mondo per l'intervento umanitario, fornendo oltre la metà degli aiuti di emergenza. Nel corso del seminario sono state presentate alcune esperienze concrete, tra le quali quella di Aifo in Indonesia (in collaborazione con la Federazione Indonesiana delle persone con disabilità e cofinanziata dalla Cooperazione italiana) e in Liberia riguardante l'emergenza Ebola. Il relativo gruppo di lavoro della DGCS è impegnato nella redazione di un Vademecum su aiuto umanitario e disabilità, che oltre ad offrire un quadro generale sui principi umanitari volti alla protezione delle persone con disabilità, intende fornire elementi pratici per la formulazione e la gestione di programmi di emergenza in un'ottica inclusiva.
A SCUOLA. L'altro tema sul quale l'azione italiana si è concentrato è quello dell'educazione inclusiva, lo strumento per garantire a tutti i bambini, compresi quelli con disabilità, un'educazione di qualità, contribuendo ad assicurare piene opportunità di sviluppo, per promuovere l'equità e combattere la povertà. Una scuola inclusiva dialoga con il proprio territorio e favorisce sviluppo locale e coesione sociale. A tal proposito il tavolo di lavoro sta elaborando una guida di riferimento che specifichi come l'approccio italiano sulla educazione inclusiva possa essere interpretato negli interventi di cooperazione allo sviluppo. Progetti significativi per lo sviluppo della scuola inclusiva sono realizzati dalla Cooperazione italiana in Kosovo per l'attuazione del Kosovo Disability Action Plan, un programma riconosciuto quale "buona pratica" a livello internazionale; in El Salvador, in partenariato con le Autorità locali, di cui una iniziativa in collaborazione con l'Università di Bologna; in Tunisia attraverso il sostegno ai microprogetti delle associazioni nell'ambito della inclusione scolastica. Ma c'è anche l'esperienza realizzata da Save the Children nei Balcani (tra cui i progetti in Kosovo e Albania che si avvalgono di un finanziamento della Cooperazione italiana) e quella dell'Università di Bologna e delle sinergie realizzate tra università, Cooperazione italiana e società civile. Nel corso del seminario è stato inoltre presentato il documentario di Silvio Soldini "Un albero indiano", che sarà proiettato a Roma stasera presso il Cinema Aquila. Il filmato trae spunto da un'iniziativa di scuola inclusiva che si sta realizzando in India con il sostegno di CBM Italia
ALTRI TEMI. Oltre ai temi dell'educazione inclusiva e la protezione nelle situazioni di emergenza gli altri Gruppi di lavoro avviati per l'attuazione del Piano di azione riguardano: accessibilità e fruibilità degli ambienti, dei servizi e dei beni; mappatura e analisi dei dati delle iniziative della Cooperazione italiana finanziate a favore delle persone con disabilità nell'ultimo quinquennio; elaborazione di un documento sulla revisione delle categorie OCSE DAC per includere maggiormente la disabilità. Sono queste le diverse aree in cui si realizza l'impegno a tutto campo della Cooperazione italiana per promuovere i diritti delle persone con disabilità e che si contraddistingue per il carattere multidisciplinare e per l'approccio partecipativo, con un ampio coinvolgimento della società civile e del mondo accademico, delle istituzioni, delle imprese, degli enti locali e in particolar modo delle persone con disabilità.
PROGETTI ONG FINANZIATI DA CGCS. Nel corso del seminario sono stati segnalati numerosi progetti di inclusione sociale e riabilitazione promossi da ONG che sono stati finanziati dalla Direzione generale Cooperazione allo sviluppo (DGCS) negli ultimi due anni, oltre ad un'iniziativa di educazione allo sviluppo in Italia per il sostegno al Piano di Azione. Mentre programmi della Cooperazione Italiana per la promozione dei diritti delle persone con disabilità sono stati realizzati in Albania, Sierra Leone, Tunisia e Kosovo. Di recente approvazione una nuova iniziativa in Tunisia, per un importo di 1,2 milioni di euro che mira a sostenere il Ministero degli Affari Sociali nell'attuazione dei principi della Convenzione ONU, attraverso l'elaborazione del Piano d'Azione Nazionale sulla disabilità. Il progetto si concentrerà soprattutto su alcune zone disagiate del Paese. Prevede inoltre attività per lo sviluppo dei servizi sociali territoriali e azioni a sostegno delle associazioni che si occupano di assistenza domiciliare. 

Fonte: Superabile.it