Scuola, il ministero pronto a stanare i "furbetti della 104"

Il sottosegretario al ministero dell'Istruzione, Davide Faraone, avvierà la prossima settimana un tavolo tecnico dedicato, che partirà dai risultati del monitoraggio effettuato a gennaio: oltre 85 mila docenti beneficiari dei permessi per assistenza, il 28% del totale. Con grandi differenze regionali: in Sardegna percentuale doppia rispetto a quella del Piemonte

ROMA - Troppi "sospetti", o meglio "furbetti" della 104 nella scuola pubblica italiana: il Miur attiva un tavolo di lavoro per stanarli e prendere provvedimenti. Lo fa sapere oggi il sottosegretario Davide Farone, promotore dell'iniziativa. L'ultimo caso, decisamente "lampante", riguarda l'insegnante indagata perché avrebbe usato i permessi della 104 non per assistere un familiare disabile, come la legge prevede, ma addirittura per ballare il tango in giro per l'Europa. "Abbiamo avviato un procedimento disciplinare - annuncia il sottosegretario - È doveroso fare chiarezza e far pagare, una volta accertate le responsabilità, chi sbaglia, usando uno strumento di civiltà per i propri scopi, danneggiando gli alunni e di chi veramente ne ha bisogno".
La situazione, però, diffusa e generalizzata, richiede - è il pensiero del sottosegretario - non tanto un intervento puntuale sul singolo caso, quanto la messa a punto di misure altrettanto generali, che consentano di estirpare alla radice quello che, evidentemente, è un vizio ormai radicato nell'ambiente scolastico e, in generale, tra i pubblici dipendenti: una certa ‘flessibilità' nel'interpretazione di questa legge, nata per tutelare le esigenze di chi, oltre al lavoro in classe, svolge un lavoro di cura in famiglia. Di qui, l'idea di un tavolo tecnico, che prenderà il via all'inizio della prossima settimana, "nel quale - fa sapere Faraone - discuteremo le azioni che dirigenti scolastici e uffici scolastici regionali possono intraprendere per raggiungere questo obiettivo".
Il monitoraggio. L'urgenza di una soluzione è emersa già nel gennaio scorso, con lo scandalo dell'Istituto "Santi Bivona" di Menfi (Ag), dove 70 insegnanti su 170 risultavano malati o con 104: "sintomo di una patologia del sistema", lo aveva definito allora Faraone, avviando così, nello stesso mese, un monitoraggio sull'uso dei permessi ex 104 nelle scuole italiane.
Docenti: oltre 85 mila beneficiari, fino al 28% del totale. In tutto, sono 86.361 i docenti di ruolo (oltre a 6.862 supplenti) titolari della legge 104/92 in tutte le scuole pubbliche italiane, distribuiti in maniera diseguale nelle diverse regioni: in testa, per percentuale di docenti beneficiari della 104, la Sardegna (18,27%), seguita da Umbira (17,17%), Sicilia (16,75%) e Lazio (16,36%). Percentuali comunque molto alte, se si pensa che, nel settore privato, in generale, la percentuale media si aggira intorno al 3%. Il minor numero di docenti beneficiari si registra invece in Piemonte (8,96%), Veneto (9,71%) e Molise (10,46%). Di fronte a questa disomogeneità, in particolare davanti a picchi come quello della provincia di Cagliari, con la sua percentuale superiore al 28%, "bisogna andare in profondità e intervenire laddove ci siano delle evidenti storture. La Buona scuola comincia anche da qui", commentava Faraone.
Personale Ata: più di 30 mila hanno la 104. A godere dei permessi ex 104 non sono però solo gli insegnanti, ma anche il personale Ata: 30.250 quelli di ruolo, 2.223 i supplenti che beneficiano della legge. Record per l'Umbria, in questo caso, con il suo 26,27% di beneficiari, seguita dal Lazio (24,78%). Ma guardando alla province, salta agli occhi quella di Sondrio, con il 33,71% di beneficiari, e Oristano con il 28,97%.
Alla luce di questi dati, dunque, il Miur intende avviare un deciso giro di vite: "si tratta di mettere a disposizione delle scuole gli anticorpi per fronteggiare un uso distorto della legge 104. Dobbiamo essere intransigenti. Chi truffa, chi non rispetta questa legge, lo fa a discapito di chi ha bisogno, della continuità e della qualità didattica. La scuola - ha concluso - è un luogo in cui ragazzi imparano non solo nozioni ma anche il senso civico. Dobbiamo garantire che sia effettivamente così". (cl) 

Fonte: Superabile.it