"Autorappresentanza", quando la disabilità intellettiva fa sentire la propria voce

Si sono riuniti a Roma per la prima volta gli "autorappresentanti" di Anffas, che hanno individuato tre priorità: lavorare, vive con le persone care, partecipare. Conclusa con la Dichiarazione di Roma la conferenza annuale di Inclusione Europe: "chiediamo sostegno per self-advocacy"

ROMA - "Lavorare e guadagnare dei soldi, avere una casa e vivere con le persone care (come una fidanzata o gli amici), partecipare": sono le tre "cose importanti" indicate dagli "autorappresentanti" dell'Anffas, che si sono riuniti per la prima volta a Roma, in occasione della conferenza annuale di Inclusion Europe che si è svolta nei giorni scorsi. E proprio all'auto-rappresentanza è stato dedicato l'incontro, che ha riunito oltre 370 persone provenienti da tutta Europa e non solo. "Hanno dimostrato - spiega Anffas - che i cittadini con disabilità intellettiva possono e vogliono parlare in prima persona dei propri diritti, migliorando in questo modo non solo le loro vite ma facendo progredire la causa delle persone con disabilità nel suo insieme".
Autorappresentanza, cosa vuol dire? E in questo, infatti, consiste l'auto-rappresentanza: nel favorire e sostenere le persone con disabilità intellettiva nell'espressione dei propri bisogni e la rivendicazione dei propri diritti, nonché nella valorizzazione delle proprie potenzialità. Il breve documento che ha concluso il primo incontro degli autorappresentanti Anffas ne è un esempio pratico. "Ad Anffas chiediamo: di aiutare gli altri, chi ha bisogno, chi è povero; di trovare una casa per tutte le persone con disabilità; di continuare quello che fa e di non mollare!".
Parola ai "self-advocates". Alla conferenza, sono state ascoltate le voci dei "self-advocates" relatori all'evento: "decine e decine di testimonianze - riferisce Anffas - relative alla capacità legale, alla partecipazione politica, all'accessibilità, alla salute, all'istruzione e alla vita nella comunità. Esperienze che hanno squarciato un velo su una quotidianità spesso considerata impensabile o difficile da ottenere a causa di pregiudizi e stereotipi: i self-advocates provenienti da diversi paesi europei, tra cui l'Italia - continua Anffas - hanno esposto alla platea il loro costante lavoro di sensibilizzazione e le iniziative concrete messe in atto, mostrando competenza nei vari settori e dimostrando così quale impatto ha la self-advocacy a livello locale, nazionale e sovranazionale, focalizzandosi anche sull'importanza del supporto fondamentale delle famiglie al movimento di auto-rappresentanza.
La Dichiarazione di Roma. La conferenza ha prodotto, inoltre, un documento ufficiale, la "Dichiarazione di Roma per la promozione ed il sostegno dell'auto-rappresentanza in Europa", in cui si chiede maggiore sostengo, a livello locale e nazionale, alle persone con disabilità che si autorappresentano. "Noi chiediamo ai decisori politici di supportare i gruppi di auto rappresentanza in modo pratico. I gruppi di auto-rappresentanza hanno bisogno di risorse per il loro lavoro. Chiediamo ai decisori politici di ascoltare cosa questi gruppi hanno da dire". Ad Inclusione Europe, Anffas chiede "di mantenere ed estendere il supporto alla piattaforma europea degli auto-rappresentanti. Inclusion Europe dovrebbe assicurare che gli auto-rappresentanti abbiano una voce forte nelle organizzazioni. Insieme - conclude Anffas - noi ci assicureremo che la nostra sia l'ultima generazione di persone con disabilità intellettiva che vive discriminazioni, esclusione e negazione dei propri diritti!".
Presto l'incontro con Mattarella. "Europe In Action 2015 e l'Assemblea Nazionale di Anffas Onlus sono stati due momenti epocali per la promozione dei diritti delle persone con disabilità intellettiva e della loro partecipazione diretta in tutti gli ambiti che riguardano le loro vite, confermando le famiglie come principale supporto - afferma Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas Onlus - Queste quattro giornate hanno sancito in maniera inequivocabile il diritto e il desiderio delle persone con disabilità a far sentire la propria voce e hanno fatto capire a tutti noi quanto sia importante la self-advocacy e che solo attraverso il sostegno e lo sviluppo dell'auto-rappresentanza si potrà garantire la concreta applicazione della Convenzione Onu". Ora Anffas chiederà un incontro al presidente Mattarella, durante il quale gli autorappresentanti italiani presenteranno e discuteranno la Dichiarazione di Roma. (cl) 

Fonte: Superabile.it