Basket in carrozzina: il Santa Lucia Roma è campione d'Italia

I capitolini hanno superato Cantù in gara 2 e si sono aggiudicati il 21esimo scudetto della loro storia. Coach Carlo Di Giusto: "Tutti hanno interpretato il match con la giusta mentalità". Il capitano Matteo Cavagnini: "E' fantastico tornare a vincere lo scudetto dopo due anni di sconfitte. Dedico questa vittoria a Barbara, ragazza del mio paese, scomparsa a 36 anni: un esempio per tutti noi"

ROMA - Santa Lucia Roma sul tetto d'Italia: per la ventunesima volta nella sua storia la formazione capitolina conquista il Tricolore di basket in carrozzina, e lo fa al termine di una stagione che l'ha vista trionfare, prima di questo successo, in Supercoppa Italiana e Coppa Italia. Sabato 16 maggio il palmares del club capitolino si è arricchito dell'ennesimo Scudetto, il numero 21, per l'esattezza, della sua straordinaria storia sportiva.
In quella che, ormai, è diventata la sfida più sentita del basket in carrozzina italiano degli ultimi anni - quella con la UnipolSai Briantea 84 Cantù - Roma ottiene il massimo (5 successi in altrettante sfide dirette con i lombardi, quest'anno), aggiudicandosi, dopo gara 1 in casa, anche gara 2 lontana dalle mura amiche, espugnando una Mapooro Arena di Cucciago gremita (3800 gli spettatori) che non ha mai smesso di incitare i ragazzi di Malik Abes e di fronte a un tifoso canturino d'eccezione, un certo Metta World Peace, ala piccola di Cantù, un passato a Chicago, Indiana, Sacramento, Houston, New York ma soprattutto Los Angeles, sponda Lakers, con il titolo NBA vinto nel 2010.
Sabato 16 maggio, Roma si è aggiudicata il secondo e decisivo atto delle Finali Scudetto con il punteggio di 72 a 52 e ha strappato il Tricolore dalle maglie di Cantù, sempre vincente contro i gialloblu capitolini nelle ultime due stagioni. Un successo che ha portato la firma, tra gli altri, di un Matteo Cavagnini superlativo (26 punti con 12 su 18 dal campo, 9 rimbalzi e 2 stoppate per il capitano del Santa Lucia) ma anche di due campioni come Sofyane Mehaoui e Adolfo Berdun, capaci di mettere a referto, rispettivamente, 20 e 15 punti. A provare a tenere a galla Cantù ci hanno pensato Choudhry (21) e Bell (16) ma al fischio della sirena è stata Roma ad aggiudicarsi la sfida e a porre fine alla serie già in gara 2 (12-22; 19-13; 12-20; 9-17 i parziali).
"Temevo che i ragazzi potessero farsi influenzare da una Maaporo Arena impressionante per pubblico - afferma Carlo Di Giusto, coach di Roma - ho lavorato molto su questo aspetto e ho chiesto loro di giocare a pallacanestro". "Il rischio era che qualcuno potesse esaltarsi e giocare non per la squadra - prosegue Di Giusto - ma tutti hanno interpretato il match con la giusta mentalità, la squadra ha dimostrato di essere tenace e alla fine è arrivato un successo che ci mancava dal 2012".
"Un'emozione incredibile - dichiara Matteo Cavagnini, capitano del Santa Lucia - sapevamo che potevamo farcela ma sapevamo anche che sarebbe stata dura". "E' fantastico tornare a vincere lo Scudetto dopo due anni di sconfitte - commenta Cavagnini - resta il rammarico, in questa stagione, di aver perso la semifinale di Champions Cup ma il bilancio di quest'anno è straordinario". "Vorrei dedicare questa vittoria a una persona speciale - spiega il capitano di Roma - una ragazza del mio Paese, Bagnolo Mella". "Barbara Baldassari se ne è andata a 36 anni per un tumore - aggiunge Matteo Cavagnini - si era fatta tatuare sul corpo ‘Vivere vuol dire lottare', parole che l'hanno accompagnata nei quattro anni in cui ha combattuto contro il male". "La sua voglia di vivere è di esempio per tutti noi - conclude il neo campione italiano - la forza che ha saputo trasmettere a tutte le persone che le sono state attorno qualcosa di incredibile: ‘che la vita vi risplenda sempre', amava ripetere Barbara". (a cura del Cip) 

Fonte: Superabile.it