Il diritto allo studio degli studenti disabili prevale sulle esigenze di bilancio: lo dice la Consulta

La Corte Costituzionale interviene sulla controversia tra Regione Abruzzo e Provincia di Pescara per quanto concerne il servizio di trasporto scolastico degli alunni disabili. la regione Abruzzo aveva negato in parte il finanziamento per ragioni di bilancio

ROMA – Il diritto allo studio dei ragazzi con disabilità prevale sui problemi del bilancio: è quanto ha ribadito nei giorni la Corte costituzionale, con la sentenza n. 275/2016 relativa a una controversia tra Regione Abruzzo e Provincia di Pescara per quanto concerne il servizio di trasporto scolastico dei disabili. In particolare, la sentenza interviene sul  giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 6 (comma 2-bis) della legge della Regione Abruzzo 15 dicembre 1978, n. 78 (Interventi per l’attuazione del diritto allo studio), aggiunto dall’art. 88, comma 4, della legge della Regione Abruzzo 26 aprile 2004, n. 15, recante “Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2004 e pluriennale 2004-2006 della Regione Abruzzo (Legge finanziaria regionale 2004)”, promosso dal Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo, nel procedimento vertente tra la Provincia di Pescara e la Regione Abruzzo, con ordinanza del 19 marzo 2014, iscritta al n. 123 del registro ordinanze 2014 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 30, prima serie speciale, dell’anno 2014.

In sintesi, la regione Abruzzo aveva negato in parte il finanziamento del 50% per il servizio trasporto degli studenti disabili alla Provincia di Pescara, perché tale erogazione era prevista “nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio e iscritta sul pertinente capitolo di spesa”. La Consulta entra nel merito, dichiarando l'illegittimità dell’art. 6, della legge della Regione Abruzzo 78/1978, limitatamente all’inciso “nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio e iscritta sul pertinente capitolo di spesa”.

“Non può essere condiviso – si legge nella sentenza - l’argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l’art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell’art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice”.

La sentenza ha quindi riconosciuto con forza che le garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere condizionato da motivi di bilancio.

“È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione»: si legge nella sentenza, destinata presumibilmente a diventare un “punto fermo”. Infatti “è la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione”, dice la Consulta.

Fonte: Superabile.