Non un peso, ma un vantaggio. Ecco il logo degli alberghi che assumono lavoratori disabili

Il logo “Valueable” viene esposto da quelle strutture – alberghi e ristoranti – che in Europa hanno fra i propri lavoratori anche persone con disabilità intellettive. Non solo impegno sociale ma la considerazione di questi lavoratori come una “potenziale fonte di vantaggio competitivo”. La presentazione all’interno di un progetto europeo dell’Associazione italiana persone down (Aipd)

ROMA – E’ stata presentata ieri la rete europea di alberghi e ristoranti promossa dal progetto “On my Own… at Work (OMO)”, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Erasmus +, di cui è capofila l’Associazione Italiana Persone Down e a cui partecipano Fondazione Adecco, Down España, Associacao Portuguesa de Portadores de Trissomia 21 (APPT 21), Alma Mater Università di Bologna, Università di Roma TRE, Hotel Roma Aurelia Antica e Axis Hoteis e EDSA, European Down Syndrome Association.

Nel corso della giornata a Roma, Lisbona e Rimini si sono tenuti tre eventi in cui è stato presentato il quality kit del progetto OMO ed è stata lanciata la rete degli alberghi solidali con il nuovo marchio, vincitore del concorso europeo “Disegna il mio logo”, il cui nome è “VALUEABLE”. Il logo rappresenta una mano stilizzata sostenuta dalla lettera V, il messaggio che veicola è valore, abilità e valutabilità. Gli alberghi che appongono il marchio credono che un lavoratore con disabilità intellettiva rappresenti questo per l’azienda.

Durante i convegni sono state premiate anche le strutture alberghiere e della ristorazione che hanno già ospitato tirocini ed esperienze lavorative per persone con disabilità intellettiva, saranno i first movers della rete. A Roma il premio è stato consegnato all’Aqualux Hotel SPA&SUITE di Bardolino (VR) e all’Art Hotel Noba – Best Western di Roma.

 “Il quality Kit – spiega Paola Vulterini, responsabile AIPD del progetto europeo - è rivolto agli imprenditori del settore dell’ospitalità e comprende un codice di condotta socialmente responsabile, un manuale di supporto all’applicazione del codice e un marchio che attesta l’appartenenza ad una rete europea di aziende, che considerano la diversità presente all'interno del loro personale come una potenziale fonte di vantaggio competitivo”.

Nel corso del progetto sono già stati realizzati alcuni prodotti per facilitare l’inserimento delle persone con disabilità intellettiva nel mercato del lavoro: un’App per svolgere le proprie mansioni in modo autonomo e 14 video rivolti ai tutor e ai colleghi di lavoro, per orientare un corretto rapporto professionale con i nuovi tirocinanti/lavoratori.

A Roma ha aperto i lavori Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’Associazione Italiana Persone Down. Contardi ha ripercorso le tappe del progetto presentando poi la tappa odierna: il Quality Kit rivolto agli alberghi e la presentazione del nuovo marchio di alberghi solidali, che si impegneranno a diversi livelli nell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva. Giorgia Scivola, operatrice AIPD che lavora nel progetto ha spiegato: “Questo progetto vuole incidere per cambiare la realtà, realizzando un sogno. Nel progetto OMO il sogno è l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione. Il marchio per noi è il segno tangibile dell’impegno mostrato dall’azienda del proprio impegno sociale, seguendo però determinate regole di condotta”.

Le regole per ottenere il marchio sono quattro: firmare e rispettare una dichiarazione di impegno per le politiche aziendali e di pari opportunità; formare il personale con o senza i video tutorial di supporto; sottoporsi a controlli saltuari da parte del Comitato Internazionale che distribuisce il certificato del marchio e predisporre procedure aziendali secondo una prospettiva di non discriminazione. Sono previsti dal progetto tre livelli di impegno per gli alberghi: il primo è il livello bronzo che prevede l’ospitalità di almeno un tirocinio di tre settimane ogni due anni; il secondo è il livello argento che stabilisce l’assunzione di almeno una persona con disabilità intellettiva; il terzo livello, l’oro, è quello di essere in regola con i requisiti normativi nazionali e farsi ambasciatore del marchio presso altri imprenditori.

Nel corso del convegno hanno dato la loro testimonianza alcuni imprenditori già impegnati nell’accoglienza di tirocinanti con disabilità intellettiva: Donato Formica dell’Art Hotel Noba ha raccontato la sua esperienza con Gabriel, tirocinante con sindrome Down. “Noi albergatori - ha raccontato - abbiamo un grande vantaggio nel poter fare questa esperienza, aumenta la stima dell’imprenditore ma anche quella dei lavoratori coinvolti in relazioni significative e motivanti. Perché non farlo? Le attività forse si rallentano un poco ma aumenta la produttività complessiva e la qualità del servizio. Con questa esperienza è cresciuta anche la capacità del nostro albergo nell’accogliere clienti con bisogni speciali. Spero che sia un’esperienza che si possa diffondere ampiamente”. Anche Elisa Franceschini, dell’Aqualux di Bardolino ha portato la testimonianza della sua struttura: “abbiamo iniziato questa avventura nell’aprile 2015 siglando un accordo con AIPD per ospitare tirocini intensivi di tre settimane con ragazzi con sindrome Down che vengono da tutta Italia. Grazie all’AIPD abbiamo conosciuto un mondo nuovo, con il loro supporto abbiamo imparato come rapportarci con questi lavoratori. Sono tirocinanti ottimi, curiosi, con voglia di imparare, chiedono altre mansioni, i clienti apprezzano questa presenza. Sono una testimonianza anche per le persone che usufruiscono dei servizi dell’albergo”.

Fonte: Superabile.