Classi “pollaio”, la condanna “epocale”della magistratura. “Il sostegno non basta”

Commento di Salvatore Nocera (Aipd) alla sentenza con cui il Tar di Napoli ha “censurato le classi pollaio”, riducendo a 17 il tetto massimo, quando siano presenti insieme disabilità e rischio sismico. “Sentenza epocale, perché la violazione di questa norma rende difficile l'inclusione, anche in presenza di un adeguato numero di ore di sostegno”

ROMA – E' una vera e propria “censura” delle cosiddette classi “pollaio”, quella espressa dal Tribunale di Napoli in una recente sentenza. A commentarla, interviene oggi l'avvocato Salvatore Nocera, facendo riferimento all'art. 5 comma 2 del dpr n. 81/09,il quale stabilisce appunto un tetto massimo di alunni in presenza di disabilità. Precisa però Nocera che “tale norma stabilisce tale tetto massimo 'di norma ', il che significa che può esservi qualche eccezione; gli uffici centrali e decentrati del ministero dell'Istruzione però hanno troppo spesso rimesso tale possibilità all'arbitraria discrezionalità dell'amministrazione, motivando lo sforamento del tetto di 20 alunni per classe con motivi di carattere economico”. Di qui la formazione di numerose “classi pollaio”, anche in presenza di alunni con gravi disabilità.
Ricorda inoltre Nocera che “le sentenze n.80/2010 e n.107 / 2016 della Corte costituzionale hanno stabilito che il diritto all'inclusione scolastica non può essere violato dall'amministrazione per motivi di vincoli di bilancio. Bisogna inoltre far presente a tali Uffici – aggiunge - che l'unica eccezione consentita è contenuta nello stesso dpr n. 81/09 all'art 4, solo in caso di eccesso di iscrizioni ed in tal caso però il tetto massimo sale a 22. Gli uffici ministeriali e moltissimi dirigenti scolastici fanno finta di ignorare tale articolo e sforano continuamente il tetto massimo, anche oltre i 22 alunni, pure in caso di non eccesso di iscrizioni”.
Ora arriva la “censura” del Tar. Merito anche, riconosce Nocera, “di alcune famiglie e dell'Anief, che si sono ribellate a questa palese e persistente violazione della normativa, ottenendo una decisione che definirei epocale. Infatti sino ad oggi quasi tutte i ricorsi contro l'amministrazione scolastica riguardavano il ridotto numero di ore di sostegno assegnate. Ora finalmente si comincia ad agire giudizialmente anche contro questa violazione normativa. Mi auguro che il numero dei ricorsi per questo motivo aumentino in modo esponenziale”.
Il rispetto di questa normativa è infatti presupposto fondamentale per la buona riuscita dell'inclusione scolastica, che diversamente risulta molto complicata, anche in presenza di un adeguato numero di ore di sostegno. “Se infatti l'aumento delle ore di sostegno avviene all'interno di classi pollaio - riferisce Nocera – questo rischia di provocare la delega dei docenti curricolari ai soli docenti per il sostegno, dal momento che, a causa dei troppi alunni cui badare, i docenti curricolari sono costretti a trascurare gli alunni con disabilità. Rischia così di venire meno, per colpa dell'amministrazione, la caratteristica basilare dell'inclusione, cioè la presa in carico del progetto inclusivo da parte di tutti i docenti della classe”.
In conclusione, Nocera plaude alla battaglia contro le “classi pollaio” condotta dalle famiglie e da Anief e si augura che si moltiplichino decisioni come questa del Tar di Napoli, “che prelude – assicura - ad una fase nuova della qualità dell'inclusione scolastica”.

Fonte: Superabile.