Le ore di sostegno non bastano: Miur condannato a pagare 25 mila euro

Le criticità del sostegno scolastico continuano a mettere in difficoltà non solo studenti disabili e famiglie, ma anche il ministero dell’Istruzione. Lo fa notare Anief, riferendosi a quattro recenti sentenze dei tribunali di Tivoli e Civitavecchia, che condannano il Miur a pagare 25 mila euro. E i 9 mila posti per i corsi di sostegno non bastano: “Sono un decimo del necessario”

ROMA – La questione del sostegno scolastico, delle ore insufficienti, delle cattedre scoperte e dei docenti precari, è ben lontana dall’essere risolta: lo evidenzia l’Anief, in due diverse note diffuse in queste ore, Nella prima, sotto accusa è il decreto 141, con cui il governo ha fornito indicazioni agli atenei per indire a breve i bandi di concorso per l’accesso ai corsi di specializzazione per l’insegnamento agli alunni disabili. “Il ministero si è anche limitato a innalzare di 4mila posti il numero di docenti abilitati da specializzare. Ma ci sono regioni in cui il numero di posti messi a bando è decisamente inferiore a quelli effettivamente liberi. È emblematico il caso del Piemonte, una delle regioni più grandi d’Italia: qui, sebbene le scuole siano alla disperata ricerca di docenti di sostegno, sono stati concessi, tra tutte le province, appena 200 docenti da specializzare. Tra l’altro tutti da confluire nella stessa università statale: quella di Torino. Però – osserva Anief - sommando le otto province piemontesi (Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano Cusio Ossola e Vercelli), quest’anno sono andati a supplenza ben 1.240 cattedre di sostegno (solo a Torino 461). Una situazione non molto diversa è quella della Sardegna, dove su due atenei verranno specializzati appena 240 docenti: però, sempre nell’anno scolastico in corso, sono stati sottoscritti 644 contratti a tempo determinato su posti liberi.

“Il Ministero deve farla finita con le soluzioni-tampone e adottare un piano straordinario di formazione e stabilizzazione per la categoria – osserva il presidente di Anief Marcello Pacifico - superando anche il vincolo percentuale introdotto dall’ex Ministro Maria Chiara Carrozza nella Legge 128/2013: c’è un modo semplice per indirizzare finalmente la questione su binari giusti – sostiene il sindacalista - perché basterebbe ammettere i candidati ex specializzandi che hanno conseguito la specializzazione sul sostegno nei tempi previsti dal bando a partecipare alle prove suppletive del concorso a cattedre 2016. Se non lo fa il Miur, allora lo faccia il Consiglio di Stato che si è già espresso con un decreto monocratico in tal senso: è accaduto nel Lazio e ora si è in attesa che si esprimano i giudici di altre regioni. Per una volta, anche perché ne va di mezzo il bene degli alunni, il Miur anticipi le sentenze”, conclude Pacifico.

Intanto, sempre sulla questione del sostegno, Anief ricorda che le inadempienze del ministero nel fornire un servizio adeguato e sufficiente costano allo Stato un prezzo molto alto. E ricorda quattro recenti provvedimenti, emanati dai tribunali di Tivoli e Civitavecchia. “Con quattro provvedimenti analoghi, emanati dai Tribunali di Tivoli e Civitavecchia, si accerta l'illegittimità dell'operato del Miur che viene condannato al pagamento di oltre 25mila euro tra risarcimento danni e spese di soccombenza. L'iniziativa 'Sostegno, non un'ora di meno!' promossa dall'Anief, a tutela dei diritti degli alunni con disabilità a cui il Miur nega il corretto numero di ore di sostegno, ottiene in questo modo ulteriori successi in tribunale e la dichiarazione d'illegittimità dell'operato dell’amministrazione scolastica, con condanna per discriminazione e responsabilità aggravata”. Commenta così Pacifico: “Siamo orgogliosi dell'iniziativa che da anni stiamo portando avanti gratuitamente e senza oneri per le famiglie degli alunni in difficoltà e siamo fieri anche dei risultati ottenuti. La tutela del diritto all’istruzione dei disabili e alla loro integrazione è assicurata da norme imperative internazionali, europee e interne e tali precetti vanno onorati e fatti rispettare costantemente; il nostro operato rende concreto questo impegno a beneficio dei più deboli. La condanna del Ministero per responsabilità aggravata è un provvedimento che rivela come l'azione legale da noi promossa stia ottenendo i risultati attesi. A questo punto – conclude Pacifico - auspichiamo che il Ministero dell’Istruzione prenda coscienza delle sue responsabilità e che si adoperi per garantire effettivamente che ogni studente possa fruire del diritto allo studio e all'integrazione senza più dover ricorrere in tribunale e in situazione di piena parità di diritti”. (cl)

Fonte: Superabile.