Disabilità e soccorsi, istruzioni per l'uso

Un vero e proprio vademecum su come prestare assistenza alle persone disabili in situazioni di emergenza. “Abiliaproteggere” rilancia le indicazioni della Protezione civile

ROMA – L'emergenza non si annuncia, coglie sempre di sorpresa. Meglio, allora, non farsi trovare impreparati, sopratutto nel caso in cui si abbia, in famiglia o tra i vicini, una persona con disabilità. La Protezione Civile mette quindi a disposizione un piccolo vademecum, con semplici ma fondamentali indicazioni, specifiche per la disabilità motoria, sensoriale e cognitiva. “Prestare assistenza ai disabili in situazioni di emergenza richiede alcuni accorgimenti particolari – si legge - I suggerimenti possono e devono interessare tutti, anche se nel nucleo familiare non vivono persone con disabilità: in emergenza può capitare di soccorrere non solo i propri familiari, ma anche amici, colleghi di lavoro, conoscenti, vicini di casa, compagni di scuola, persone che hanno bisogno di aiuto incontrate per caso. È bene che tutti abbiano almeno le nozioni di base per prestare soccorso alle persone con disabilità”.

Soccorrere un disabile motorio. “Se la persona può allontanarsi mediante l’utilizzo di una sedia a rotelle – suggerisce la Protezione civile - assicurati che il percorso sia libero da eventuali barriere architettoniche. In presenza di ostacoli, quali scale o gradini, aiutala a superarli nel seguente modo: posizionati dietro la carrozzina, impugna le maniglie della sedia inclinandola all’indietro di circa 45° ed affronta l’ostacolo, mantenendo la posizione inclinata fino a che non raggiungi un luogo sicuro e in piano. Ricorda di affrontare l’ostacolo procedendo sempre all’indietro”. Se invece la persona da soccorrere non è in grado di collaborare, “non sottoporre a trazione le sue strutture articolari perché potresti provocarle danni, ma utilizza come punti di presa il cingolo scapolare (complesso articolare della spalla) o il cingolo pelvico (complesso articolare del bacino ed dell’anca)”.

Soccorrere chi ha una disabilità uditiva. Per quanto riguarda la persona con disabilità uditiva, la Protezione civile raccomanda innanzitutto di “facilitare la lettura labiale, per evitare incomprensioni ed agevolare il soccorso. Quando parli – precisa - tieni ferma la testa e posiziona il viso all’altezza degli occhi dell’interlocutore parla distintamente, possibilmente con una corretta pronuncia, usando frasi brevi con un tono normale scrivi in stampatello nomi e parole che non riesci a comunicare
mantieni una distanza inferiore al metro e mezzo. Anche le persone con protesi acustiche hanno difficoltà a recepire integralmente il parlato – ricorda la Protezione civile - cerca quindi di attenerti alle stesse precauzioni”.

Soccorrere chi ha una disabilità visiva. Se la persona da soccorrere è cieca o ipovedente, “annuncia la tua presenza e parla con voce distinta, spiega la reale situazione di pericolo, evita di alternare una terza persona nella conversazione, descrivi anticipatamente le azioni da intraprendere, guida la persona lungo il percorso nel modo che ritiene più idoneo, appoggiata alla tua spalla e leggermente più dietro, annuncia la presenza di ostacoli come scale, porte, o altre situazioni di impedimento. Se accompagni più persone con le stesse difficoltà, aiutale a tenersi per mano, non abbandonare la persona una volta raggiunto un luogo fuori pericolo, ma assicurati che sia in compagnia”. Se è presente il cane guida, “non accarezzare od offrire cibo al cane senza permesso del padrone. Se il cane porta la 'guida'(imbracatura), significa che sta operando: se non vuoi che il cane guidi il suo padrone, fai rimuovere la guida. Assicurati che il cane sia portato in salvo col padrone. Se devi badare al cane su richiesta del padrone, tienilo per il guinzaglio e mai per la guida”.

Soccorrere chi ha una disabilità cognitiva. Nel caso in cui la persona da soccorrere abbia una disabilità intellettiva, “ricorda che potrebbe avere difficoltà nell’eseguire istruzioni complesse, superiori ad una breve sequenza di azioni semplici. In situazioni di pericolo, queste persone possono mostrare atteggiamenti di parziale o nulla collaborazione verso chi attua il soccorso. Perciò,
accertati che la persona abbia percepito la situazione di pericolo, accompagnala se dimostra di avere problemi di scarso senso direzionale, fornisci istruzioni suddividendole in semplici fasi successive,
usa segnali semplici o simboli facilmente comprensibili, cerca di interpretare le eventuali reazioni
di fronte a comportamenti aggressivi, dà la precedenza alla salvaguardia dell’incolumità fisica della persona. Ricorri all’intervento coercitivo, se questo costituisce l’unica soluzione possibile”.

Fonte: Superabile.