Igiene dell’alunno disabile, “tocca al collaboratore scolastico, lo prevede il contratto"

Nocera, avvocato della Fish, replica a FederAta, il sindacato autonomo che nei giorni scorsi aveva pubblicato una nota critica verso il decreto inclusione, che includerebbe mansioni “aggiuntive” per i collaboratori scolastici. “provvedere all’igiene personale degli alunni disabili è mansione prevista nel Ccnl, a fronte di 40 ore di formazione e 1.000 euro d’indennità. Il decreto inclusione elimina solo le scappatoie e rende impossibile il rifiuto”

ROMA – L’assistenza igienica agli alunni con disabilità spetta ai collaboratori scolastici: lo prevede il Contratto collettivo nazionale. Così Salvatore Nocera, avvocato specializzato nelle tematiche dell’inclusione e dirigente della Fish, replica a FederAta, il sindacato autonomo che nei giorni scorsi ha pubblicato sul proprio sito un documento per protestare contro le mansioni previste dal decreto inclusione. “Voi citate il Ccnl, accettando sia le mansioni di accompagnamento degli alunni con disabilità all'ingresso, nei locali ed all'uscita della scuola, sia le mansioni di ‘accompagnamento ai servizi igienici e cura dell'igiene personale’ – fa notare Nocera - Scorporate però da queste ultime mansioni quella del  ‘cambio del pannolino’, sostenendo che non possa essere obbligatoria perché richiede una particolare preparazione. Ma ciò – argomenta l’avvocato - è previsto già nel Ccnl, dal momento che tale mansione deve essere assegnata dal dirigente scolastico a persona ritenuta capace, la quale deve frequentare un corso di aggiornamento di ben 40 ore”. Non solo, il contratto prevede che i collaboratori così formati e incaricati, ricevano “un aumento forfettario lordo di circa 1.000 euro, senza incremento dell'orario di lavoro”.
Si domanda Nocera e lo domanda soprattutto a FederAta, cosa sin intenda allora con “accompagnamento ai servizi igienici: ritenete che i collaboratori e le collaboratrici incaricate debbano portare l’alunno o alunna  disabile fino alla porta del bagno e poi lasciarlo lì - che se la sbrighi da solo - per poi riportarlo in classe? Oppure ancora , ritenete che, dopo averli portati davanti alla porta del bagno, debba intervenire altra persona ‘particolarmente preparata ( con quante ore di formazione?) solo per cambiare il pannolino e quindi riconsegnarla a voi per riportarla in classe?”.
In definitiva, Nocera afferma che “questa distinzione di mansione, come se questa fosse più ‘speciale’ rispetto a quelle speciali già previste dall'incarico all'art 47 del Ccnl, mi sembra, a livello interpretativo giuridico e di  buon senso, non fondata”. E ricorda che “già la Cassazione si è pronunciata sul punto con una recente sentenza, condannando al risarcimento dei danni due collaboratrici che hanno provocato delle escoriazioni ad un'alunna con disabilità per essersi rifiutate di ottemperare all'incarico del dirigente di provvedere al cambio del pannolino”.
In questo senso, ll’entrata in vigore della legge 107/2015 (“Buona scuola”) non fa che render ela situazione più chiara e definita, visto che “fino ad oggi la scappatoia era costituita dal fatto che l'aggiornamento in servizio non era obbligatorio, mentre la nuova normativa e in il decreto legislativo d, prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, rende obbligatorio tale aggiornamento in servizio. Il rifiuto della mansione diviene dunque impossibile, salvo che per oggettivi motivi, come per esempio la disabilità degli stessi Collaboratori scolastici ) diviene impossibile.

Nocera, in conclusione, ammonisce il sindacato: “prima di incitare con tanta leggerezza i collaboratori e le collaboratrici scolastiche a rifiutarsi di compiere mansioni previste dal contratto, esponendoli così al rischio di condanne penali ed a risarcimenti dei danni, ritengo dovreste essere più prudenti, ad esempio sollecitando dei processi pilota che smentiscano l'orientamento espresso dalla Cassazione. Prima di un tale pronunciamento della Magistratura, rischiate di esporre i vostri iscritti a rischi molto gravi”. (cl)

Fonte: Superabile.