Quasi amici, un progetto di amicizia

Cosa fanno i ragazzi disabili, minori, finita la scuola? Al pomeriggio, d’ estate come nelle altre stagioni, non escono di casa e molto spesso hanno come unica alternativa quella di rimanere con i genitori. Restano in camera, seduti da soli sulla sedia della loro camera, mentre i loro coetanei normodotati si divertono con gli amici.

Cosa  impedisce che possano svilupparsi anche per loro opportunità più ricche di relazioni? Considerando che per conquistare una maggior indipendenza dalla famiglia d’origine attraverso la crescita e la sicurezza nelle proprie possibilità serve inevitabilmente passare attraverso le amicizie, queste in definitiva rappresentano l’unico vero importante riferimento per il ragazzo, in quanto sono il modello ed il tramite attraverso il quale inserirsi con i coetanei.

“Quasi Amici” è un progetto che favorisce il contatto e la relazione tra giovani coetanei.
Attraverso il progetto viene creato il pretesto per far conoscere tra loro i ragazzi e le ragazze normodotati e quelli con disabilità o con qualunque forma di svantaggio. L’occasione facilitante l’avvio del progetto consiste nei  crediti formativi a disposizione degli universitari e nelle attività di volontariato per gli scout. Studenti e scout (i “Quasi Amici”) dal 10 gennaio 2016 si incontrano periodicamente o ogni settimana, quando lo desiderano e in piena autonomia, con i loro nuovi amici, ragazzi con disabilità fisica, sensoriale e mentale medio-lieve selezionati dalla Neuropsichiatria dell’Asl e dai servizi sociali delle Terre D’Argine. I ragazzi Quasi Amici, che siano coppie o piccoli gruppi, non vanno solo a mangiare il gelato in centro o la pizza alla sera, ma chiedono di partecipare alle iniziative che associazioni, volontariato e di istituzioni propongono sul territorio. A breve altri Quasi Amici diventeranno, in forma sperimentale assieme a chi gestisce Sprar e Marenostrum, 4 giovani rifugiati abbinati ad altrettanti studenti e scout.

“Quasi amici”, senza preconcetti o pregiudizi sulle cause di quanto quotidianamente succede, prova a facilitare la creazione di relazioni anche solo a partire da un interesse personale che da tale può facilmente trasformarsi in reciproca potenziale amicizia. Creata l’occasione, questa viene poi accompagnata anche dall’ esterno: attraverso le associazioni, che valutano quali possono essere gli abbinamenti in coppie potenzialmente compatibili, e attraverso le istituzioni, che mettono la loro competenza perché la relazione cresca e si consolidi nel tempo.
Al progetto Quasi Amici partecipano le associazioni di genitori Il Tesoro Nascosto e Progetto per la Vita, la Neuropsichiatria della AUSL, i Servizi Sociali dell’Unione delle Terre D’Argine (Carpi, Campogalliano, Soliera e Novi di Modena), la Diocesi di Carpi e dai suoi 11 gruppi Scout, l’UNIMORE, il Comprensivo Scolastico Carpi Due.

Studenti e scout prima di iniziare vengono preparati attraverso la formazione offerta dall’Università di Modena e Reggio Emilia, in particolare dalla facoltà di scienze dell’Educazione.
Non da ultimo Quasi Amici ha messo e mette in relazioni tra loro tutti i soggetti del territorio. Ha fatto lavorare assieme, concretamente con risorse umane e competenze, tutte le istituzioni locali (Unione Terre D’Argine, Servizi Sociali, Università, Neuropsichiatria, ASL, Diocesi Scout, comprensivi scolastici e associazioni del terzo settore), e a sua volta spinge alla collaborazione il volontariato di vicinato.

Il progetto riesce a creare relazioni, e questo rappresenta  la vera emergenza per la società di oggi. Quasi Amici non aiuta solo i ragazzi svantaggiati, ma aiuta tutti i ragazzi. E’ un modello che, oltre ai rifugiati potrà, e dovrà, essere avviato anche per adulti in difficoltà, anziani soli, indigenti.

Fonte: Integrazionereggio.