Atletica paralimpica: ecco gli azzurri che parteciperanno ai Mondiali di Londra

Dodici gli atleti in gara, tante le speranze di podio. L'evento in programma dal 14 al 23 luglio. Simone Manigrasso: "Mi impegnerò al massimo e darò tutto me stesso per tornare a casa a testa alta". Giuseppe Campoccio: "Per molti un Mondiale è un punto di arrivo, per me è un punto di partenza". Il DT Duminuco: "Siamo competitivi in tutte le gare"

ROMA - Dodici azzurri per una medaglia iridata: ufficializzata la Squadra Italiana che, dal 14 al 23 luglio, prenderà parte ai Campionati del Mondo di atletica paralimpica. A Londra ci saranno 7 uomini e 5 donne, tutti altamente competitivi e in grado di andare a podio.
 
Iniziamo dalle donne e da una campionessa del calibro di Martina Caironi, oro a Londra e a Rio nei 100 metri T42, argento sempre a Rio nel salto in lungo, primatista mondiale nei 100. Su la portabandiera degli ultimi Giochi Paralimpici sono riposte tante speranze di vittoria. Insieme alla bergamasca ci sarà Monica Contrafatto, bronzo a Rio nella stessa gara della Caironi, cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi tempi. Buono il momento di forma anche per Arjola Dedaj, reduce da ottime prestazioni ai Campionati Italiani di Isernia, che le hanno regalato il primato nazionale nel lungo di categoria T11. Sicura la presenza anche di una straordinaria atleta come Assunta Legnante, oro a Londra e Rio nel getto del peso F11. A difendere i colori azzurri ai Mondiali anche Federica Maspero, reduce dalle ultime Paralimpiadi, che a Londra gareggerà nei 400 metri T43.
 
In campo maschile, da sottolineare la prima convocazione a una rassegna iridata di Giuseppe Campoccio, che a suon di record italiani nel getto del peso e nel lancio del disco si è guadagnato la convocazione per questi Mondiali. Tra i presenti anche una delle bandiere del paralimpisimo italiano e internazionale, Alvise De Vidi, l'azzurro più medagliato della storia, che a Londra proverà a portare a casa l'ennesimo podio di una carriera da incorniciare nelle specialità dei 100 e 400 metri T51. Tra i veterani anche Roberto La Barbera, impegnato nel salto in lungo T44 e nella staffetta 4x100 T42-47. A completare il gruppo azzurro ci saranno Simone Manigrasso nei 200 e 400 T44 e nella staffetta 4x100 T42-47, Riccardo Bagaini nella staffetta 4x100 T42-47, Emanuele Di Marino nei 200 e 400 T44 e nella staffetta 4x100 T42-47, Andrea Lanfri nei 100 e 200 T43 e nella 4x100 T42-47.
 
Ai Mondiali parteciperanno 1300 atleti provenienti da 100 paesi del mondo a caccia di 213 podi.
 
"Un anno e mezzo fa, quando ho iniziato questa avventura, neanche ci pensavo - ammette Simone Manigrasso - poi ho iniziato a crederci e adesso finalmente ci sono riuscito: ho raggiunto l'obiettivo di partecipare ai Campionati Mondiali di atletica paralimpica". "In questo momento mi sento di ringraziare tutte le persone che mi hanno dato fiducia e tutte quelle che mi hanno supportato fin qui - osserva il lombardo - mi impegnerò al massimo e darò tutto me stesso per tornare a casa a testa alta". "Nonostante alcune assenze importanti, il livello tecnico degli atleti in gara è buono - assicura Vincenzo Duminuco, Direttore Tecnico della Nazionale Italiana - siamo competitivi in tutte le gare". "È una squadra, questa, in cui si fondono insieme esperienza, talento e voglia di emergere".
 
"Ancora non ho ben realizzato - esordisce Giuseppe Campoccio - i numeri c'erano ma non avendo mai vissuto una realtà del genere in ambito paralimpico per me è qualcosa di splendido". "Ho fatto quello che mi piace fare e alla fine i risultati sono arrivati - confessa il portacolori del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa - la voglia di vivere è tanta, così come tanta è la voglia di comunicare agli altri la propria esistenza e il messaggio che con la disabilità si possono fare cose straordinarie, perché la disabilità è qualcosa che esiste nella testa degli altri". "A Londra sarà emozionante, ci saranno tanti spettatori e si respirerà una cultura sportiva diversa - aggiunge l'azzurro - ancora più straordinario rappresentare il GSPD". "Grazie a Nadia Checchini che ha creduto in me, in un vecchietto che ancora può dare tanto, grazie a mia moglie che mi sopporta e supporta in ogni cosa". "Non è facile allenarsi e soprattutto mantenersi ai vertici - conclude Campoccio - per molti un Mondiale è un punto di arrivo, per me è un punto di partenza, il momento in cui posso esprimere appieno le mie capacità". (a cura del Cip)

Fonte: Superabile.