Charlie, si riapre tutto: un nuovo protocollo a giudizio dell’Alta Corte

Una équipe internazionale di medici, guidata dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha recapitato ai colleghi dell’ospedale londinese dove è in cura il bambino al centro di un caso internazionale, una missiva che riporta nuove evidenze scientifiche relative ad un potenziale trattamento. Chiesta una nuova udienza all’Alta Corte per valutare la situazione: “Esploriamo questa strada”

ROMA - Il Great Ormond Street Hospital di Londra, l’ospedale dove è ricoverato da mesi il piccolo Charlie Gard, al centro di una vicenda medica, etica e giudiziaria straordinariamente intricata, si è rivolto all'Alta Corte per una nuova udienza sul caso del piccolo Charlie Gard ""alla luce delle nuove evidenze relative a un potenziale trattamento per la sua condizione". Si riapre la questione dunque, anche sotto il profilo legale, e a cambiare le carte in tavole è stato il protocollo redatto da alcuni medici sotto il coordinamento dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, fatto pervenire ai sanitari dell’ospedale pediatrico londinese.
 
Il Great Ormond Street nella lunga nota emessa nel tardo pomeriggio di venerdì 7 luglio, dopo aver reso noto di aver presentato richiesta per una nuova udienza all’Alta Corte in ragione delle nuove evidenze relative a un potenziale trattamento per la sua condizione, fa sapere che i medici hanno informato i genitori di Charlie di questa decisione e assicura che continuerà a mantenere informata la coppia di ogni sviluppo della situazione. “Due ospedali internazionali e i loro ricercatori ci hanno comunicato nelle ultime 24 ore che hanno nuove prove sul trattamento sperimentale proposto e crediamo, d’accordo con i genitori di Charlie, che sia giusto esplorare questa strada”.
 
Per il Great Ormond non è però un cambio di prospettiva: “La nostra visione riguardo alla situazione di Charlie Gard non è cambiata – specifica la nota – ma riteniamo opportuno chiedere il punto di vista della Corte alla luce delle nuove evidenze”. Più nel dettaglio, l’ospedale britannico chiarisce che “la condizione di Charlie è eccezionalmente rara, con danni cerebrali catastrofici e irreversibili. I nostri medici hanno esplorato ogni trattamento medico, comprese le terapie nucleosidiche sperimentali. Esperti esterni hanno convenuto con il nostro team che il trattamento sarebbe ingiustificato, inutile e prolungherebbe la sofferenza di Charlie. Non si tratta di una questione di denaro o di risorse, ma soltanto di ciò che è giusto per Charlie. La nostra visione non è cambiata".
 
Nella nota si dice anche che i medici del Great Ormond Street sono “rispettosamente riconoscenti delle offerte di aiuto arrivate dalla Casa Bianca, dal Vaticano e dai nostri colleghi in Italia e negli Stati Uniti” e si “rassicura” che l’ospedale “continuerà a prendersi cura di Charlie e della sua famiglia con il massimo rispetto e la dignità in questo momento molto difficile".
 
La svolta dunque è arrivata quando all’ospedale londinese è arrivata la lettera del Bambino Gesù di Roma redatta dai medici che hanno lavorato al problema. La missiva è stata resa nota dalla famiglia Gard senza però l’informazione relativa ai nomi dei medici che fanno parte dell’equipe internazionale che ha redatto il protocollo. La comunicazione, su carta intestata del Bambin Gesù – afferma che “ci sono evidenze” in laboratorio che il protocollo può funzionare. Si propone una terapia a base di deossinucleosidi, cioè delle molecole simili ai "mattoni" del Dna. "Esistono evidenze scientifiche - scrivono i ricercatori - a sostegno del fatto che i deossinucleotidi esogeni applicati a cellule umane con mutazione RRM2B in coltura, accrescono la replicazione e favoriscono il miglioramento della sindrome da deplezione del Dna", la mutazione che ha colpito Charlie. "Siamo consapevoli – specificano gli esperti - del fatto che la terapia sia sperimentale e, in teoria, dovrebbe essere testata su modelli murini. Tuttavia, non c'è tempo sufficiente per svolgere questi studi e giustificare il trattamento per Charlie Gard. Alla luce di questi importanti nuovi risultati, chiediamo rispettosamente – scrivono ai medici dell’ospedale britannico - che questa terapia possa essere somministrata a Charlie Gard".
 
La notizia dell’imminenza della consegna di una lettera con nuovi dati scientifici relativi al protocollo era stata anticipata nella tarda serata di giovedì 6 luglio dalla Mitocon Onlus, l’organizzazione italiana dei genitori di figli affetti da patologie mitocondriali, che ha avuto nel corso di queste settimane una interlocuzione con la famiglia Gard e con quanti hanno preso a cuore la situazione di Charlie. Esprimendo soddisfazione per la scelta dei medici londinesi di chiedere alla Corte di rivalutare il caso, l’associazione afferma che “a partire da ora e sicuramente per i prossimi giorni l’equipe internazionale ed i medici del Gosh si confronteranno per rivalutare la possibilità di sottoporre Charlie alla terapia sperimentale. Questo non vuol dire che il caso è risolto ma vuol dire che una luce di nuova speranza sta illuminando la vita della famiglia Gard e di tutta la famiglia mitocondriale. Ci auguriamo che il lavoro dei medici e dei ricercatori dei prossimi giorni porti presto a dei risultati concreti per Charlie e la sua famiglia e per tutti i bambini che come Charlie sono in attesa di una terapia”. (ska)

Fonte: Superabile.