Milano, primo impianto di stimolazione cerebrale su paziente con Parkinson

L’intervento all’ospedale “Galeazzi” su una paziente di 36 anni affetta da Parkinson giovanile: è un nuovo sistema di stimolazione cerebrale profonda che fa giungere al cervello leggere stimolazioni in modo da favorire il coordinamento dell’attività motoria, la riduzione dei tremori, la diminuzione della rigidità muscolare e dei sintomi più evidenti della malattia

MILANO - E’ stato effettuato in questi giorni presso l’”IRCCS Galeazzi” di Milano il primo impianto in Italia del nuovo sistema di Stimolazione Cerebrale Profonda “Vercise™Gevia™”, che si è dimostrato di particolare efficacia per i malati di Parkinson (circa 250.000 in Italia, con 6.000 nuovi casi ogni anno e 1 paziente su 5 di età inferiore a 50 anni)
 
Il sistema, nato dalla ricerca Boston Scientific e coperto dal marchio CE, prevede l’impianto di un piccolo dispositivo medico dotato di sottilissimi elettrocateteri che fanno arrivare al cervello leggere stimolazioni. In questo modo, l’attività cerebrale viene “modulata” così da favorire il coordinamento dell’attività motoria, la riduzione dei tremori, la diminuzione della rigidità muscolare e dei sintomi più evidenti della malattia.
 
Lo speciale elettrocatetere direzionale e il software esclusivo di cui è dotato il sistema consentono di rilasciare piccole quantità di corrente elettrica solo in punti selezionati e ben circoscritti del cervello (MICC - fonti multiple indipendenti). Questo permette di creare un campo elettrico in grado di contrastare i sintomi più evidenti del Parkinson, senza però coinvolgere i tessuti adiacenti, limitando così molti effetti collaterali indesiderati.
 
L’intervento, su una donna di 36 anni, affetta da Parkinson giovanile da 8 anni e costretta a lasciare il lavoro di receptionist perché impossibilitata a svolgere anche le più semplici attività quotidiane, è stato condotto dal dott. Domenico Servello (Responsabile reparto di Neurochirurgia del Galeazzi di Milano) con la collaborazione del dott. Claudio Pacchetti (Responsabile Unità operativa struttura complessa Malattia di Parkinson e Disordini del Movimento - Istituto Neurologico Nazionale Fondazione Mondino - Pavia). La paziente presentava movimenti involontari legati all’assunzione di farmaci e rigidità di tutti gli arti, con blocchi dolorosi, in particolare durante la notte.
 
La primogenitura di questo nuovo impianto da parte dell’ I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico “Galeazzi” di Milano non è casuale; il Centro Ospedaliero - e il dottor Servello in particolare - hanno infatti una solida esperienza sia nel trattamento del Parkinson, sia negli interventi di stimolazione cerebrale profonda (DBS).
 
Il Galeazzi è stato l’unico Istituto italiano selezionato per lo studio internazionale VANTAGE che ha coinvolto 6 centri europei specializzati nel Parkinson, e i cui risultati sono stati pubblicati su “The Lancet Neurology”
 
Entrambi i clinici hanno commentato con favore le innovazioni tecnologiche del sistema, soprattutto per quanto concerne il sistema direzionale e il relativo software di gestione Stimview che rende più agevole la visualizzazione del campo di stimolazione e consente a chi effettua l’impianto di selezionare in modo molto accurato le zone di cervello da coinvolgere; in questo caso, per esempio, solo le aree responsabili dei disordini del movimento. Si aggiungano le molteplici possibilità di “personalizzazione” offerte dal sistema che permettono l’adattamento alla fisiologia dei singoli pazienti, alle variazioni dei livelli di “impedenza” e alla progressione della malattia.
 
“Il sistema Vercise Gevia” – ha commentato il dottor Domenico Servello - “è in grado di massimizzare i benefici della terapia DBS grazie al sistema direzionale che rende ancora più efficace la terapia, permettendo di controllare i disordini del movimento tipici del Parkinson ed eliminando gli effetti collaterali, che hanno sempre reso problematico il posizionamento dell’elettrocatetere nel corso dell’impianto.
 
Si aggiungano, all’efficacia delle prestazioni, le dimensioni ridotte del dispositivo e la durata della batteria che – nella versione ricaricabile – raggiunge addirittura i 25 anni!

Fonte: Superabile.