“L'Onu tra le dita”: gli studenti traducono in nero-braille la Convenzione Onu sulla disabilità

Il progetto di alternanza scuola-lavoro degli studenti dell'Istituto Galilei di Catania, in collaborazione con la Stamperia regionale Braille, ha impegnato studenti e tiflologi nella realizzazione dell’unica copia al mondo in nero-braille della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

CATANIA – Nasce da un'esperienza positiva di scuola-lavoro la prima copia al mondo in nero-braille della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità: l'hanno realizzata gli studenti della IV H dell'istituto Galilei, affiancati da alcuni tiflologi, impegnati insieme presso la Stamperia regionale Braille. E' l'esito del progetto “L'Onu tra le dita”, che si è concluso, nei giorni scorsi, con la consegna della trascrizione ai rappresentanti del ministero dell'Istruzione, perché “il suo messaggio di inclusività – spiegano i promotori - diventi un 'manifesto' della scuola italiana contro pregiudizi, barriere e discriminazioni”. La stampa congiunta nero-braille, inventata nella Stamperia Braille di Catania, può essere letta contemporaneamente da non vedenti, ipovedenti e vedenti e quindi rappresenta un importantissimo strumento di integrazione

“Con il progetto l’Onu tra le dita vogliamo sfatare due tabù – spiega Gianluca Rapisarda, tutor del progetto e direttore scientifico dell’Irifor -: quello che l'alternanza scuola lavoro non è un mero adempimento formale ma può e deve trasformarsi in concreta buona scuola, e che attraverso il binomio vincente tra l'alternanza scuola lavoro e il Braille, si può contribuire a diffondere fin dai banchi di scuola persino nella tanto bistrattata Sicilia, una nuova cultura della disabilità e della diversità”.

Per il direttore della Stamperia, Pino Nobile, questa esperienza ha dato “la possibilità di insegnare a questi ragazzi cos'è la disabilità visiva e come si vive al buio. È  stato molto importante perché ancor oggi resistono molti pregiudizi nei confronti dei disabili visivi. Attraverso queste esperienze i ragazzi si sono confrontati con queste realtà ricevendo gli strumenti per comprenderla e dunque per convivere con i ragazzi diversi da loro”. Di esperienza di grande importanza per i ragazzi ha parlato anche la preside Chisari. “Non si apprende – ha detto - soltanto nelle aule scolastiche, ma anche fuori, sviluppando delle competenze di base e trasversali, soprattutto quelle del saper fare. Questi progetti sono stati molto importanti anche perché hanno comportato uno sviluppo di competenze di cittadinanza attiva e a una riflessione sull'inclusione dei disabili, in questo caso dei non vedenti”.

La dirigente si riferiva a un precedente progetto di alternanza scuola-lavoro della Stamperia e del Galilei, denominato “Braillando insieme”, premiato dal Ministero che lo aveva inserito tra le migliori pratiche delle scuole secondarie italiane.

“La scuola – ha sottolineato Novello - è molto importante per noi perché è il luogo in cui si possono eliminare o comunque ridurre le discriminazioni riguardanti la disabilità visiva. Con due progetti di scuola lavoro che hanno avvicinato a noi gli allievi del Galileo  abbiamo fatto un buon lavoro che pensiamo di poter estendere anche ad altre scuole. Pensiamo, con un'apposita formazione che siamo disposti a offrire agli insegnanti di tutte le scuole siciliane, di potere a poco a poco abbattere le discriminazioni”.

Il fine è quello, come ha affermato Rapisarda, di far nascere “una nuova cultura che scaturisca da un confronto visto e vissuto non come un rischio, un pericolo, ossia con paura, ma come un'occasione imperdibile di crescita umana e sociale”. (cl)  

Fonte: Superabile.