Vita indipendente, Linee guida per la presentazione dei progetti. I 10 punti di Anffas

Emanate dal ministero del Lavoro alla fine di dicembre, fissano i criteri e le modalità per la presentazione delle proposte progettuali da parte delle regioni. La sintesi di Anffas in 10 punti. Scadenza il 5 febbraio

ROMA – Sono state pubblicate lo scorso 29 dicembre dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali le “Linee Guida per la presentazione di progetti in materia di vita indipendente ed inclusione nella società delle persone con disabilità - anno 2017”, in base alle quali le Regioni potranno presentare progetti nell'ambito dlela sperimentazione nazionale sulla Vita indipendente per l'annualità 2017, finanziata complessivamente con 15 mila euro. Le proposte, che dovranno essere presentate entro il 5 febbraio, dovranno essere coerenti con le Linee guida, che Anffas ha voluto sintetizzare e chiarire in 10 punti che ritiene “essenziali ed imprescindibili”.
 
Definizione di Vita indipendente. In coerenza con la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (art. 19) e con il Programma d’azione biennale per la promozione dei diritti e dell'integrazione delle persone con disabilità, “le Linee chiariscono che per 'vita indipendente' deve intendersi la possibilità per tutte le persone con disabilità, indipendentemente quindi dalla tipologia di essa (fisica, sensoriale, intellettiva e/o relazionale), di vivere la propria vita come qualunque altra persona, con un proprio progetto di vita, calibrato in base alle specifiche esigenze del caso. A tal proposito – fa notare ancora Anffas - nelle Linee citate si chiarisce che 'non si tratta necessariamente di vivere una vita per conto proprio o dell’idea della semplice autonomia, ma ha a che fare con l’autodeterminazione delle persone con disabilità, riverberandosi anche sull’ambito familiare della persona interessata'.
 
Progetti personali. Si chiarisce poi che “è necessario che per tutte le persone con disabilità, anche per chi necessita di maggiori o più intensi sostegni, siano privilegiati e garantiti politiche e servizi di sostegno sulla base di progetti personali, affinché la persona con disabilità o chi la rappresenta possa programmare e realizzare il proprio progetto di vita adulta sia all’interno che all’esterno della famiglia e dell’abitazione d’origine”. Fa osservare Anffas che “anche le persone con disabilità intellettive e/o relazionale sottoposte a misure di protezione giuridica possano accedere alla vita indipendente anche solo per sviluppare percorsi di autonomia pure all’interno della famiglia ed abitazione di origine”:
 
Interventi finanziabili. Gli interventi finanziabili non sono limitati alla cosiddetta “assistenza indiretta”, ossia al contributo per un assistente personale, ma possono riguardare anche il supporto alla domiciliarità e percorsi di autonomia personale per l’inclusione sociale e relazionale, a supporto dei quali può anche (ma non necessariamente) impiegare l’assistente personale
 
Aree di intervento. Queste le aree di intervento in cui devono inserirsi i progetti: assistenza personale (presso domicilio familiare; a supporto dell’housing o co-housing; a sostegno dell’attività di inclusione e relazione; per i trasporto sociale o per altro); abitare in autonomia; inclusione sociale e relazionale; trasporto sociale; domotica; azioni di sistema (finanziabili entro il 15% dell’intero budget), quali formazione del personale da impiegare nell’assistenza e sostegno; costituzione di Agenzie per la vita indipendente (volte alla consulenza e collaborazione nella predisposizione e monitoraggio del progetto individuale di vita indipendente del singolo).
 
Equipe per la valutazione multidimensionale. Le Linee guida prevedono poi la costituzione di equipe per la valutazione multidimensionale che, con la partecipazione attiva e da protagonista della singola persona con disabilità, siano in grado di supportare la stessa nella costruzione di un progetto che individui gli opportuni sostegni e supporti
 
Partecipazione. La partecipazione alla costruzione del progetto di vita indipendente deve essere garantito a tutte le persone con disabilità, anche intellettive e/o relazionale, dovendo le equipe adottare “strategie volte a facilitare la comprensione delle misure proposte”.
 
Coerenza degli interventi. Gli interventi finanziati dovranno essere coerenti e funzionali rispetto agli altri interventi già previsti dalla legislazione nazionale e regionale, quali per esempio quelli previsti dalla Legge n. 112/2016.
 
Ambiti territoriali “infrastrutturati”. Gli Ambiti Territoriali per i quali le Regioni vogliono presentare una progettualità di vita indipendente devono essere infrastrutturati, pena la non ammissibilità della loro richiesta.
 
Terzo settore. Anche gli enti del terzo settore possono mettere a disposizione le proprie competenze e la propria esperienza per la costruzione di un progetto individuale di vita indipendente, connotandosi anche come veri e propri Centri per la vita indipendente
 
Co-programmazione. Nella costruzione della proposta progettuale, le Regioni devono garantire la concertazione in termini di co-programmazione con le organizzazioni di persone con disabilità e dei loro familiari maggiormente rappresentative. (cl)  

Fonte: Superabile.